Località Poggio

L’itinerario escursionistico si sviluppa nella località di Poggio, il toponimo “Poggio”, molto comune in queste zone dell’Umbria e della Sabina, deriva dal termine latino podium, che significa “piccola altura” e sta ad indicare proprio la disposizione collinare dei borghi e paesi che portano questo nome. Il caratteristico centro storico, ancora oggi circondato dall’originale cinta muraria, è aggrappato alla montagna calcarea e circondato da boschi sempreverdi di leccio, pino e corbezzolo. Oggi sono poche le persone che vi risiedono tutto l’anno, ma d’estate torna a popolarsi, caratterizzandosi come luogo di villeggiatura tranquillo e fresco, analogamente a quanto succede nei paesi limitrofi. Ai suoi piedi, invece, si estende la nuova zona residenziale della frazione S. Maria, sviluppatasi a partire dal dopoguerra, dove iniziano le colline sabbiose e argillose che degradando arrivano fino al Tevere.

Poggio e il suo contado erano abitati sin dall’epoca romana, come hanno dimostrato recenti scavi archeologici condotti nella zona denominata Aravecchia che hanno portato alla luce i resti di una villa rustica. Tuttavia, la prima testimonianza scritta riguardante il castello di Poggio risale al 1237 ed è contenuta in una pergamena conservata presso l’Archivio Storico Comunale di Narni. Tale documento è un atto di vendita, stipulato il 14 aprile di quell’anno nella casa di Filippo Brucii a Borgaria, con il quale Egidius, figlio di Berardus Egidii vendette a Theballuccius Dorgani e ai suoi eredi tutte le terre, vigne, case, casali, monti, acque, selve, ma anche le famiglie e tutte le altre cose che possedeva in comproprietà con i suoi fratelli e le sue sorelle presso castrum Podii medii (ASCN, Fondo diplomatico, doc. 30.2).